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The Hive
Il padiglione UK ad Expo 2015

Il padiglione UK ad Expo Milano 2015 è stato il più premiato in assoluto: miglior edificio di taglia piccola per il BIE e migliore opera votata dagli architetti italiani. Di gran lunga si può dire sia stato anche il più innovativo sia architettonicamente che strutturalmente e in generale per il messaggio che veicolava e che ha centrato in pieno il leitmotiv di Expo “Feeding the Planet energy for Life”. Oggi è stato rimontato a Kew Gardens a Londra, a segnalare la sua sostenibilità materica.
Concepito dall’artista Wolfgang Buttress, che ha lavorato in team con lo studio BDP (architettura), Tristan Simmonds (strutture) e Stage One (impresa realizzatrice) insieme ad un team italiano (Atelier2, Studio G.P. Imperadori e Digierre3), il padiglione fondava la sua forza espressiva sul delicato ruolo delle api per il nostro pianeta e su come l’uomo lo stia mettendo in serio pericolo. Di fatto l’estinzione delle api significherebbe probabilmente l’estinzione dell’uomo visto che gran parte di ciò che mangiamo è direttamente o indirettamente prodotto dall’attività di questo piccolo insetto che potremmo considerare una sorta di indicatore della salute ambientale dell’ecosistema in cui viviamo.
Dal punto di vista funzionale il padiglione si strutturava con un percorso a giardino all’inglese (orchard) che conduceva allo spazio scultoreo The Hive (l’alveare). Questo, sorretto da 18 colonne in acciaio, era un cubo “poroso” di 14 m x 14 m all’esterno, sollevato 3.5 m da terra, con un vuoto sferico all’interno. Il vuoto intermedio, generato da migliaia di aste e piatti in alluminio posizionati perfettamente grazie ad un processo parametrico di computational design secondo la serie di Fibonacci, creava una tessitura a maglie esagonali distorte, magica ed eterea. In questa fitta tessitura erano posizionate migliaia di luci ed emettitori di suoni in grado di amplificare le vibrazioni prodotte da un vero alveare di api a Nottingham e di trasformarle in suoni e vibrazioni luminose dandoci la sensazione di empatia con la natura e con questo magnifico insetto, operoso e generoso.
Dietro a questo elemento scultoreo era presente un vero e proprio edificio che ospitava i locali di servizio, gli uffici, la vip room e la cucina oltre ad una sala multifunzionale esagonale mentre sulla terrazza era presente un bar.
La struttura di questi spazi era in acciaio con tamponamento in pannelli sandwich poliuretanici con all’esterno una facciata ventilata in acciaio corten e all’interno stratificazioni in gesso rivestito.
Il problema che però si pose in fase realizzativa fu quello di dover costruire un padiglione di dimensioni più ridotte rispetto alle ipotesi iniziali su un’impronta di fondazione già realizzata e con precisi vincoli di altezza. Le limitazioni degli spessori a pavimento e quindi degli strati funzionali possibili, unita alla necessità di evitare fenomeni termici radiativi dall’intercapedine di fondazione così come possibili flussi di vapore, ha fatto optare per l’uso di un materassino multistrato termoriflettente Actis Triso Super, debitamente sigillato in modo da ottenere tutte le prestazioni di tenuta all’aria e controllo dei flussi di vapore.
In un edificio che ha rappresentato un messaggio universale (visitato in tre mesi da 3 milioni di persone e circa 7 milioni di insetti e animali) ed è stato lo sfoggio del made in UK è curioso registrare l’uso di questo materiale francese, innovativo e di derivazione aerospaziale a dimostrazione che l’eccellenza e l’innovazione vanno sempre al di là dei campanilismi e delle barriere geografiche.


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